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Verifiche 2010, Numero 2

Nell’Editoriale ricordiamo i 13 anni di esistenza della Scuola universitaria professionale e auspichiamo che su questa istituzione possa nascere nel paese un dibattito che, finora, è piuttosto mancato. Per stimolarlo pubblichiamo un primo contributo di Giuliano Frigeri rivolto agli anni di gestazione e nascita della Supsi.

Marco Gianini riferisce della conferenza tenuta da Emanuele Berger in occasione dell’assemblea del Movimento della Scuola e svolge alcune considerazioni sulle necessità di riforma della nostra scuola pubblica. Le noterelle volanti di Old Bert sono seguite dal documento stilato dal Gruppo cantonale docenti di scuola media nel quale si pone l’accento sulla docenza di classe, una funzione sempre più problematica.

Anche i docenti di pratica professionale vivono momenti di disagio e malumore, di cui riferisce Claudia De Gasparo.

Alfredo Neuroni difende il carattere democratico e umanistico della scuola pubblica, in tempi in cui fanatismoe oscurantismo sembrano guadagnare terreno.

La ristampa anastatica del volume Donne ticinesi. Rievocazioni, dal quale abbiamo trattole fotografie che illustrano questo fascicolo, è presentata da Lisa Fornara e Francesca Lo Iudice.Pubblichiamo sette poesie inedite offerte da noti poeti ticinesi al progetto Leggere, con cura, di cui riferisce Rosario Talarico. La mediazione scolastica e la gestione dei conflitti sono i temi dell’intervista di Graziella Corti a Valeria Carrara Costa. I manifesti creazionisti, che tacciano come menzognera la teoria darwiniana, suggeriscono a Tiziano Moretti riflessioni sulla paura di un’etica naturalistica.

Della giornalista Maria Roselli, autrice di un libro denuncia sull’amianto, pubblichiamo un’intervista alla quale ha contribuito anche Giacomo Viviani. Marco Leidi ricorda l’azione umanitaria di Rosanna Pozzi Graf, fondatrice dell’associazione “Solidarietà con i bambini del Congo-Zaire”. Claudio Ferrata getta uno sguardo diverso sulla metropoli, a partire da una recente pubblicazione dell’Associazione Metropoli Svizzera. Due racconti brevi di Elisabetta Acomanni e la rassegna letteraria di Ignazio Gagliano dedicata all’ultimo libro dello scrittore John Updike, chiudono questo fascicolo primaverile di Verifiche. Buona lettura!

Editoriale

La Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI)

Cantiere del cambiamento

Le Scuole Universitarie Professionali (nella Svizzera tedesca denominate Fachhochschulen, in quella francese Hautes Ecoles Spécialisées) esistono in Svizzera da 13 anni.

In Ticino la SUPSI è nata con la legge votata dal Gran Consiglio l’11 marzo del 1997. Essa ha integrato numerose scuole di specializzazione e istituti di ricerca pubblici e privati preesistenti; tra questi, la Scuola superiore di arti applicate (SSAA), creata nel 1985, la Scuola superiore per i quadri dell’economia e dell’amministrazione (SSQEA), istituita nel 1987, e la Scuola tecnica superiore (STS), con l’annesso laboratorio tecnico sperimentale (LTS). Quest’ultima scuola a Trevano (e a Manno dal 1993) ha formato, in 32 anni di attività, 680 ingegneri del genio civile e architetti STS e, negli ultimi anni, 149 ingegneri STS in informatica e 56 ingegneri STS in elettronica (1).

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Sommario

Questo fascicolo di Verifiche è illustrato con le fotografie di Armin Berner contenute nel volume Donne Ticinesi. Rievocazioni, presentato a pagina 14 di questo numero. Ringraziamo l’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino per averci autorizzato a
pubblicarle sulla rivista.

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In questo numero

Nell’Editoriale ricordiamo i 13 anni di esistenza della Scuola universitaria professionale e auspichiamo che su questa istituzione possa
nascere nel paese un dibattito che, finora, è piuttosto mancato. Per stimolarlo pubblichiamo un primo contributo di Giuliano Frigeri rivolto agli anni di gestazione e nascita della Supsi.

 

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