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Giovedì, 29 Dicembre 2011 19:03

DFA: polo, colo, molo!

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Definire con dodici semplicissime lettere il maggior centro formativo della nostra scuola potrebbe sembrare di primo acchito irriverente, soprattutto in un mondo in cui spesso e volentieri si usa - e talvolta anche abusa - di forbitissimo linguaggio sulla cui reale applicabilità e successo si potrebbe a lungo disquisire.

E’ comunque fuor di dubbio che il DFA – e nello specifico mi limiterò alla sola formazione dei Docenti di scuola media e media superiore e al loro aggiornamento lasciando a chi lo vive la valutazione sul mondo della scuola dell’infanzia e elementare – deve essere, meglio sarebbe ora dire diventare, il vero polo trainante della formazione e dell’aggiornamento dei nostri insegnanti. A lui dovrebbe dunque far riferimento tutto il “mondo scuola” poiché da esso e in esso dovremmo trovare percorsi, stimoli, progetti e risorse (umane e monetarie) giuste, credute e credibili da investire poi nel nostro percorso formativo giornaliero.

Per far questo occorre anzitutto che noi, fruitori, guardiamo al polo stesso con positività, fiducia e spirito collaborativo. Dal polo stesso di contro ci aspettiamo quanto sopradescritto, ma fornitoci - e qui sta il punto cruciale - a misura di “scuola nostra”. Ed è proprio da qui che parte (anche) l’attuale e non più ignorabile scollamento. Accogliendo nelle sedi i nostri futuri colleghi, ci accorgiamo infatti come da subito loro avvertano un senso di sopportata frustrazione lungo un percorso che invece di essere affrontato con positività viene palesemente subìto e del quale si aspetta unicamente fine corsa.

La garanzia di successo di un’operazione è fortemente e direttamente proporzionale alla positiva “rabbia” che chi parte per centrare il suo obiettivo ha in corpo. Ora, se nello specifico l’obiettivo è quello di arrivare ad avere ottimi Uomini di scuola, è innegabile che per chi lo vuole diventare, e quindi – come detto – buttarsi a capofitto nell’operazione, il mondo della scuola deve risultare oltremodo attrattivo. E ora non mi sembra proprio essere sempre il caso, anzi!

E la serie di motivi - formazione non totalmente en emploi in primis - è pure ben conosciuta, prova ne sia che attenti e sensibili addetti ai lavori (compreso un bel gruppetto di ottimi Formatori), già hanno cercato in più occasioni e ambiti - non sempre ascoltatissimi… - di correggere un tantino la rotta.

E sono proprio questi motivi che andrebbero e andranno subito e a fondo discussi in questo imperdibile momento di transizione della conduzione.

Certo - va subito detto chiaro - non illudiamoci che il semplice quanto importantissimo cambio di comandante faccia da solo virare con una sola manovra verso giusta rotta la nave. E nessuno chiede pure virate da offshore ben sapendo di trovarci in porti talvolta anche angusti in cui la nave appena ci sta…..

Urge invece capire assieme – lo risottolineo, assieme – chi e cosa è al posto giusto e chi e cosa invece lo è meno o per nulla. In un polo di tale importanza insomma vi è spazio unicamente per chi e per ciò che è totale garanzia di efficienza e ha totale conoscenza della realtà che va propinando e nella quale sta operando.

E qui si inserisce la funzione di colo: se le premesse sono quelle sopradescritte, bisogna avere competenza e coraggio per dire pure ab initio a chi soprattutto si affaccia al mondo scuola - ripeto SMe e SMS nello specifico - se quella è veramente la sua strada o se di contro già è stata scelta dopo tentativi vari in altri ambiti e se quindi è palesemente già diventata scelta di chiaro comodo. E questo modo di agire è anzitutto e al di là del professionale estremamente corretto e onesto verso un’intera Comunità - pagante in tutti i sensi - poiché inserire “mine vaganti” in aula per i prossimi quarant’anni vuol dire servire male e/o addirittura rovinare tre generazioni di giovani.

Ma per poter dire a qualcuno: “si accomodi altrove”, occorre che chi lo dice e lo decide sia inattaccabile, creduto e credibile. E lo stesso discorso vale ovviamente per chi questo giudizio lo deve dare - altrettanto per ruolo e per (supposta) competenza – dal fronte scuola (Direttori ed Esperti in primis). Da questo ne deriva che nel mondo della formazione e dell’istruzione non vi è spazio alcuno per una cromaticità delle nomine o per spaesati “paracadutati”.

Ma solo così, DFA e “Scuola vera” potranno trovarsi assieme e fungere da attrattivo ed attraente molo di partenza o aggiornamento per Colleghi che - se ben supportati, ascoltati, criticati ovviamente quando necessario, ma soprattutto formati - inizialmente e in corso di carriera - da veri conoscitori del “mare scuola” - spesso procelloso, non dimentichiamolo mai… - hanno gran voglia di accompagnare i nostri giovani nella loro prima quanto più importante e marcante crociera della loro Vita!

Ho voluto lanciare un messaggio volutamente provocatorio quanto sicuramente urgente e spero foriero di incontri, riscontri e fors’anche – mi auguro solo positivi e costruttivi - scontri.

L’anagrafe mi porta tuttavia e purtroppo però anche a temere - sperando di essere smentito dal “nuovo” - che spesso certe rivendicazioni che giungono dal fronte partono certo in lingua… nostra, ma spesso per chi le dovrebbe leggere (a scusante dello stallo ?...) sembrano essere state redatte in arabo…

Ed allora - con gli auguri sinceri e non di rito al nuovo Comandante della nave scuola DFA - in tal modo mi firmo.

 

Franco Lazzarotto

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