Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 62

Visualizza articoli per tag: Numero 6

DFA e territorio. Insufficienza nella comunicazione o divergenze sui contenuti?

Vorremmo brevemente attirare l’attenzione del lettore su due espressioni in voga al DFA e che suscitano in noi un certo malessere. La prima è quella di territorio, inteso come docenti, allievi, direzioni e tutte quelle figure professionali che gravitano attorno al mondo della scuola. Perché non nominarle in quanto persone? Il territorio è una regione geografica, sono dei luoghi, inanimati. Ed è proprio l’anima di chi sta dentro la scuola che pare a molti bistrattata dal DFA.

Questione di formazione

Una delle questioni aperte e spinose relative alla scuola pubblica ticinese è quella della formazione dei futuri docenti. Verifiche si è già occupata del tema, con una serie di articoli che evidenziavano pesanti carenze strutturali nel sistema di formazione gestito precedentemente dall’ASP (Alta Scuola Pedagogica).

Pochissima apertura al dialogo. La voce degli studenti

L’insoddisfazione sembra caratterizzare da almeno una decina d’anni la vita degli abilitandi all’insegnamento. Già fortemente criticata sotto il cappello IAA, diventato poi ASP, la formazione degli insegnanti sembra essere ulteriormente peggiorata con il passaggio al DFA. Si moltiplicano infatti le voci che deplorano un crescente scollamento tra la formazione teorica e la realtà quotidiana delle sedi scolastiche, accresciuto dalla presenza di diversi nuovi formatori senza esperienza d’insegnamento e con una scarsa conoscenza della realtà ticinese.

DFA quo vadis?

Per oltre un secolo la Scuola Magistrale cantonale ha formato le maestre e i maestri delle nostre scuole comunali e in questa sua importante funzione è sempre stata oggetto di particolare attenzione da parte del mondo politico e dell’opinione pubblica. Fu anche al centro di accese controversie in occasione della nomina di qualche direttore e, soprattutto, durante l’occupazione studentesca nella primavera del ’68. L’istituto locarnese era anche un luogo di cultura, dove insegnavano uomini di grande prestigio come Piero Bianconi, Giovanni Bonalumi, Virgilio Gilardoni e Guido Pedroli, esponenti del mondo culturale che era intimamente legato al territorio e alle sue vicende passate e presenti.

Speciale «DFA: Una questione aperta»

Questo numero doppio di Verifiche raccoglie gli articoli che compongono il dossier tematico, pubblicato in collaborazione con il Movimento della Scuola, DFA: una questione aperta.

Editoriale. DFA: una questione aperta

Il dossier “DFA: una questione aperta” è il risultato di un progetto condiviso con i colleghi del Movimento della Scuola e concepito prima che la direttrice dell’istituto locarnese Nicole Rege Colet venisse improvvisamente sollevata dalle sue funzioni. Questo episodio rappresenta però solo la punta dell’iceberg di una situazione problematica che perdura da troppo tempo e che la ex direttrice ha contribuito ad aggravare, ma non a creare.

Sommario N.5-6. Numero doppio. Speciale DFA

Lo scorso mese di maggio il Canvetto Luganese ha ospitato Napule è, una mostra di fotografie di Aldo Balmelli scattate nella capitale campana. Siamo lieti di poter illustrare con queste accattivanti immagini (gli originali sono a colori) il numero di dicembre di VERIFICHE. Ringraziamo l'autore per averci permesso di pubblicarle sulla rivista

Sommario

Questo fascicolo di Verifiche è illustrato con fotografie scattate di recente in Myanmar da Richard Schibli. Gli originali sono a colori. Ringraziamo l'autore per averci autorizzato a pubblicarle sulla rivista.

In questo numero

La prossima revisione della cassa pensioni dello Stato, che si preannuncia una pillola amara per i dipendenti pubblici, è l’argomento dell’Editoriale, firmato da Adriano Merlini. Alle ironiche annotazioni di Old Bert, segue un’intervista di Graziella Corti a Yann Laville, conservatore aggiunto del Museo etnografico di Neuchâtel e uno degli ideatori della mostra Helvetia Park, visitabile a Bellinzona. Marco Gianini ha curato una bibliografia dei contributi di Silvano Gilardoni pubblicati su Verifiche.

L’abbandono anticipato della scuola in Svizzera è il tema di un articolo di Margrit Stamm, tradotto dal tedesco da Gabriella Soldini. Furio Bednarz ripercorre i quarant’anni di attività della fondazione ECAP, che ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione degli adulti e nel processo di integrazione degli immigrati nel nostro paese. Giampiero Bernasconi propone alcune riflessioni sui destini della formazione e sul ruolo della scuola nella società neoliberista e Lea Ticozzi s’interroga sul valore dell’insegnamento della letteratura.

Giuliano Frigeri ci parla del Piano Energetico Cantonale, strumento utile, nel quale si possono ravvisare anche spunti didattici e pedagogici. La rubrica sud-nord di Rosario Antonio Rizzo è dedicata alla figura di Raffaele De Grada, recentemente scomparso. La mostra Nippon è segnalata da Marco Gianini, mentre Gaetano Quinci ci introduce all’opera della poetessa siciliana Alfonsina Campisano Cancemi. La rassegna di Ignazio Gagliano è dedicata a Il malinteso, il primo romanzo pubblicato di Irène Némirovsky. Le schede librarie destinate ai piccoli lettori di Anna Colombo e Valeria Nidola chiudono questo fascicolo di Verifiche, l’ultimo del 2010.

Buona lettura, buone feste! e … contiamo sul vostro appoggio anche per il 2011.

Pagina 2 di 2

ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

ATTIVITÀ


Verifiche. Cultura. Educazione. Società

La rivista si occupa di politica scolastica nel Canton Ticino dal 1969. In questi cinquant'anni ha accompagnato l'evoluzione della scuola ticinese nelle sue mille sfaccettature, nei sui tanti entusiasmi e nelle sue molte delusioni.

Verifiche è forse l’unica rivista culturale che insieme non riceve né cerca sussidi pubblici e che non ha legami di partito, pur non nascondendo di situarsi in qualche modo “a sinistra”. Ciò le assicura un’indipendenza rara.

La rivista si è aperta da diversi anni verso ambiti culturali non strettamente legati all’educazione e pubblica contributi critici di argomento letterario, musicale, antropologico, artistico, eccetera. Essa pur tuttavia resta principalmente una rivista scritta prevalentemente da insegnanti, che cerca il suo pubblico fra chi vive la scuola e la formazione come cittadino, come fruitore, come insegnante, come studente, come genitore.

La nostra piccola rivista bimestrale vede che il suo titolo – Verifiche appunto – appare quanto mai attuale e si sforza di fare la sua parte nel suo compito essenziale di partecipazione democratica.

Vogliamo e ci sforziamo di occuparci “di cultura e politica dell’educazione”.

Verifiche. Cultura. Educazione. Società - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -  https://www.verifiche.ch