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Pisa e dintorni

Sono stati resi da poco pubblici i risultati nazionali dell’indagine PISA 2009, che indicano la Svizzera collocata nella zona alta delle nazioni partecipanti. Hanno fatto eco sulla stampa locale due articoli caratterizzati da due diversi stili di intervento: l’onorevole Gendotti ha scritto su “La Regione Ticino” del 14 dicembre scorso un articolo dal lusinghiero titolo “Studio PISA, la Svizzera tra i primi della classe”, mentre Angelo Rossi su “Azione” del 20 dicembre ha prudentemente intitolato “PISA: buoni risultati, ma...!”. Se per il primo i dati statistici segnano un costante miglioramento rispetto al passato delle prestazioni degli svizzeri, per il secondo i dati segnano una stabilità e i progressi non sono statisticamente significativi. Come sempre la lettura dei dati statistici può prestarsi a svariate interpretazioni, più o meno condivisibili, poiché facilmente influenzabili dalle opinioni politiche o da considerazioni soggettive. D’altro lato i dati numerici, proprio perché godono di una relativa oggettività, servono per aiutare a discutere nella ricerca di un minimo di chiarezza, pur nella diversità di opinioni. Cercherò quindi di contribuirvi divulgando le notizie raccolte, confrontando i commenti e fornendo alcune osservazioni personali.

Editoriale: Se si scassa la cassa

Se venisse accettato il prospettato cambiamento della Cassa pensioni dello Stato, che prevede il passaggio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi, rappresenterà una variazione di paradigma nelle condizioni contrattuali di portata devastante. Intendiamoci: nessuno mette in dubbio la necessità di procedere al risanamento delle finanze della Cassa, ma il modello proposto dalla Commissione cantonale ne riversa interamente il peso sui lavoratori attualmente attivi, su quelli futuri e su coloro i quali, dopo aver dedicato la vita professionale all’ente pubblico, pensavano di potersi godere un meritato riposo fruendo tranquillamente delle condizioni dignitose che gli erano state promesse.

Sommario

Questo fascicolo di Verifiche è illustrato con fotografie scattate di recente in Myanmar da Richard Schibli. Gli originali sono a colori. Ringraziamo l'autore per averci autorizzato a pubblicarle sulla rivista.

In questo numero

La prossima revisione della cassa pensioni dello Stato, che si preannuncia una pillola amara per i dipendenti pubblici, è l’argomento dell’Editoriale, firmato da Adriano Merlini. Alle ironiche annotazioni di Old Bert, segue un’intervista di Graziella Corti a Yann Laville, conservatore aggiunto del Museo etnografico di Neuchâtel e uno degli ideatori della mostra Helvetia Park, visitabile a Bellinzona. Marco Gianini ha curato una bibliografia dei contributi di Silvano Gilardoni pubblicati su Verifiche.

L’abbandono anticipato della scuola in Svizzera è il tema di un articolo di Margrit Stamm, tradotto dal tedesco da Gabriella Soldini. Furio Bednarz ripercorre i quarant’anni di attività della fondazione ECAP, che ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione degli adulti e nel processo di integrazione degli immigrati nel nostro paese. Giampiero Bernasconi propone alcune riflessioni sui destini della formazione e sul ruolo della scuola nella società neoliberista e Lea Ticozzi s’interroga sul valore dell’insegnamento della letteratura.

Giuliano Frigeri ci parla del Piano Energetico Cantonale, strumento utile, nel quale si possono ravvisare anche spunti didattici e pedagogici. La rubrica sud-nord di Rosario Antonio Rizzo è dedicata alla figura di Raffaele De Grada, recentemente scomparso. La mostra Nippon è segnalata da Marco Gianini, mentre Gaetano Quinci ci introduce all’opera della poetessa siciliana Alfonsina Campisano Cancemi. La rassegna di Ignazio Gagliano è dedicata a Il malinteso, il primo romanzo pubblicato di Irène Némirovsky. Le schede librarie destinate ai piccoli lettori di Anna Colombo e Valeria Nidola chiudono questo fascicolo di Verifiche, l’ultimo del 2010.

Buona lettura, buone feste! e … contiamo sul vostro appoggio anche per il 2011.

Editoriale: segnali preoccupanti

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Nonostante l'uso del dialetto, che conferisce all'espressione Bala i ratt un tono bonario, e l'intento ironico che gli autori della campagna contro i lavoratori frontalieri hanno sperato di contrabbandare, siamo colpiti e sdegnati dal cinismo, forse ancora prima che dai contenuti xenofobi, con cui è stata orchestrata e condotta questa operazione.

Sommario

Questo fascicolo è illustrato con fotografie scattate da Diego Gilardoni durante un servizio giornalistico ad Haiti devastata dal terremoto. Ringraziamento l’autore per averle offerte a Verifiche e a pagina 5 pubblichiamo una sua breve riflessione su questa esperienza così drammatica.

In questo numero

L’Editoriale è dedicato ad alcune considerazioni sulle recenti e indecenti manifestazioni di intolleranza, xenofobia e razzismo. Sullo stesso argomento pubblichiamo un comunicato dell’Associazione ticinese insegnanti di storia, in cui si stila un bilancio delle reazioni inquietanti suscitate dalla lettera aperta a Marco Borradori. Diego Gilardoni ci ricorda che i problemi di Haiti restano acuti, anche se i media non ne parlano più. Dopo le brevi annotazioni di Old Bert, ospitiamo una riflessione di Roberto Salek sul ruolo sempre più marginale della letteratura nella didattica dell’italiano. In sud-nord Rosario Antonio Rizzo saluta il nuovo anno scolastico con un pensiero rivolto ai docenti precari e alla situazione, quasi disastrata, della scuola italiana. Il rapporto preliminare del SRED, tradotto da Marco Gianini, sugli oneri professionali degli insegnanti dovrebbe sfatare i radicati pregiudizi relativi ai presunti privilegi di cui godrebbe la categoria. L’articolo di Matthias Daum, tradotto da Gabriella Soldini, ci sensibilizza sul fatto che nelle scuole elementari il maestro maschio è ormai una vera rarità. I contributi sulla formazione si concludono con la presentazione, di Giacomo Viviani, di un saggio di Libero Zuppiroli sui danni arrecati dagli accordi di Bologna nel sistema universitario europeo. Gli immediati dintorni è un progetto culturale realizzato da alcuni anni al Liceo di Lugano 1, di cui presentiamo il programma. Della raccolta Bivacchi di Jean Soldini proponiamo alcune poesie e alcune considerazioni di Luciano Benini Sforza e nella rubrica Donne in poesia Giusi Maria Reale presenta l’opera poetica di Daria Menicanti. Remo Margnetti rievoca, brevemente, il coraggio civico di uno studente. Nella rubrica Le intellettuali in provincia Francesca Lo Iudice tratteggia la figura di Annina Volonterio . Diverse le recensioni librarie: Gabriella Soldini svolge alcune brevi considerazioni sul volume di Stefan Keller, Dalla Svizzera ad Auschwitz; Renato Simoni ci parla di Teruel – Malaga 1936–1939 di Massimo De Lorenzi e Saul Branca presenta L’individuo eccezionale di Ferruccio Marcoli. Le ultime pagine sono dedicate ad un nuovo racconto di Elisabetta Acomanni e a 12 Mesi di Romanzi, la rassegna letteraria di Ignazio Gagliano.

Editoriale

Si avverte un fastidioso senso di stantio nel leggere la documentazione relativa alla revisione della LORD e della legge sugli stipendi, di recente approvata dal nostro legislativo e contro la quale è stato lanciato il referendum. Questa riforma ha avuto una lunga gestazione nell’ambito del progetto Gestione delle Risorse Umane 2000, che a sua volta trae linfa dall’humus neoliberista, che dagli anni Novanta influenza e condiziona l’azione politica anche nel nostro Cantone. Il linguaggio del testo di legge attinge largamente al vocabolario dell’aziendalismo ed è farcito di termini dal significato spesso oscuro, comunque sfuggente. Flessibilità e mobilità, competenze, obiettivi e valutazione, efficienza, “nuova cultura aziendale” dovrebbero plasmare il futuro “servizio al pubblico” e i loro dipendenti, con una politica del personale “meno garantista in termini di automatismi retributivi”.

Sommario

Questo fascicolo di Verifiche è illustrato con le fotografie scattate da Antonio Murgeri nel cimitero delle barche di Lampedusa. Fanno parte della mostra Lontani dagli occhi, lontani dal cuore che presentiamo a pagina 12.

In questo numero

La riforma della LORD e della legge sugli stipendi, con la quale viene introdotto il principio della meritocrazia, è il tema dell’Editoriale, cui fanno seguito due articoli relativi all’insegnamento di storia delle religioni nelle scuole cantonali. Nel primo Gianni Tavarini propone una riflessione sul significato ed i contenuti di questo insegnamento, nel secondo Alfredo Neuroni manifesta invece perplessità sulla sperimentazione avviata con l’inizio dell’anno scolastico. Alle noterelle di Old Bert fa seguito una riflessione di Marcello Ostinelli sulla capacità di educare della scuola e Giuliano Frigeri conclude il suo articolato e stimolante bilancio sui quindici anni di attività della SUPSI. Il fascicolo è illustrato con fotografie della mostra Lontani dagli occhi, lontani dal cuore di Antonio Murgeri, dedicata alla disperazione dei clandestini che attraversano il mare sulle imbarcazioni della speranza. Roberto Salek analizza alcuni meccanismi del fenomeno berlusconiano: un dramma teatrale con tante semplici e devote comparse ma un solo protagonista. Una rilettura del saggio Liberazione animale di Peter Singer ci è proposta da Tiziano Moretti, che ne mette in luce tutta l’attualità. Marcello Sorce Keller tenta di rispondere ad alcune fondamentali domande relative alla conoscenza musicale. Proseguono i contributi sulle intellettuali di provincia: figure femminili ticinesi attive nell’insegnamento. Lisa Fornara presenta un profilo biografico di Giovannina Mattei-Alberti. Per la rubrica donne in poesia Giusi Maria Reale ci introduce alla produzione lirica di Elizabeth Bishop. Ignazio Gagliano, presentando Caino di José Saramago, ci offre un affettuoso ricordo del grande scrittore recentemente scomparso. Chiude questo fascicolo il racconto Il gatto delle nevi di Elisabetta Acomanni.
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Verifiche. Cultura. Educazione. Società

La rivista si occupa di politica scolastica nel Canton Ticino dal 1969. In questi cinquant'anni ha accompagnato l'evoluzione della scuola ticinese nelle sue mille sfaccettature, nei sui tanti entusiasmi e nelle sue molte delusioni.

Verifiche è forse l’unica rivista culturale che insieme non riceve né cerca sussidi pubblici e che non ha legami di partito, pur non nascondendo di situarsi in qualche modo “a sinistra”. Ciò le assicura un’indipendenza rara.

La rivista si è aperta da diversi anni verso ambiti culturali non strettamente legati all’educazione e pubblica contributi critici di argomento letterario, musicale, antropologico, artistico, eccetera. Essa pur tuttavia resta principalmente una rivista scritta prevalentemente da insegnanti, che cerca il suo pubblico fra chi vive la scuola e la formazione come cittadino, come fruitore, come insegnante, come studente, come genitore.

La nostra piccola rivista bimestrale vede che il suo titolo – Verifiche appunto – appare quanto mai attuale e si sforza di fare la sua parte nel suo compito essenziale di partecipazione democratica.

Vogliamo e ci sforziamo di occuparci “di cultura e politica dell’educazione”.

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