Verifiche 2021, Numero 4

Verifiche 2021, Numero 4 (0)

Il superamento dei livelli nella scuola media e la proposta in consultazione elaborata dal DECS sono gli argomenti dell’editoriale, in cui si mette l’accento sui rischi di una riforma incompleta che offrirebbe argomenti a chi vuole mantenere i livelli e addirittura ne auspica anche di più.

Sulla crisi pandemica, i problemi irrisolti della scuola e la scarsa propensione all’ascolto da parte dei vertici dipartimentali scrive Fabio Camponovo in un testo proposto all’assemblea del Movimento della Scuola.

Claudia Patocchi Pusterla ci ha offerto un saluto alla scuola portato ai colleghi in occasione del suo ultimo collegio dei docenti. I corsi di Pro Juventute per insegnare ai giovani efficaci metodi di studio sono presentati da Roberta Wullschleger.

Un articolato profilo del filosofo tedesco Ludwig Wittgenstein, scomparso 70 anni fa, ci è offerto da Tiziano Moretti. Maurizio Casagrande recensisce la raccolta del poeta veronese Renzo Favaron. Per la rubrica 12 mesi di romanzi, Ignazio S. Gagliano presenta le opere Due vite di Emanuele Trevi e Di chi è la colpa di Alessandro Piperno.

Ottavio Lurati segnala il suo nuovo libro La pulce nell’orecchio sulle locuzioni moderne e offre un contributo di appunti sui gerghi italiani. L’ultimo numero dell’anno si chiude con una storia breve di Francesco Giudici e con le proposte librarie per i giovani lettori di Valeria Nidola.

Nella pagina dei giochi di Francesco è pubblicata una cedola per il rinnovo dell’abbonamento; quindi buona lettura e arrivederci nel 2022.

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ATTIVITÀ


Verifiche. Cultura. Educazione. Società

La rivista si occupa di politica scolastica nel Canton Ticino dal 1969. In questi cinquant'anni ha accompagnato l'evoluzione della scuola ticinese nelle sue mille sfaccettature, nei sui tanti entusiasmi e nelle sue molte delusioni.

Verifiche è forse l’unica rivista culturale che insieme non riceve né cerca sussidi pubblici e che non ha legami di partito, pur non nascondendo di situarsi in qualche modo “a sinistra”. Ciò le assicura un’indipendenza rara.

La rivista si è aperta da diversi anni verso ambiti culturali non strettamente legati all’educazione e pubblica contributi critici di argomento letterario, musicale, antropologico, artistico, eccetera. Essa pur tuttavia resta principalmente una rivista scritta prevalentemente da insegnanti, che cerca il suo pubblico fra chi vive la scuola e la formazione come cittadino, come fruitore, come insegnante, come studente, come genitore.

La nostra piccola rivista bimestrale vede che il suo titolo – Verifiche appunto – appare quanto mai attuale e si sforza di fare la sua parte nel suo compito essenziale di partecipazione democratica.

Vogliamo e ci sforziamo di occuparci “di cultura e politica dell’educazione”.

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